martedì 1 maggio 2012

Marzo - Aprile 2012 - Tutti i dischi che ho ascoltato...

Titoli e Giudizio
  • My Best Fiend - In Ghostlike Fading (2012)                                7,5
  • Dry The River - Shallow Bed (2012)                                            6,5
  • We Barbarians - There's This There's That (2009)                        6
  • James Levy & The Blood Red Rose - Pray To Be Free (2012)       6
Dry The River - Album d'esordio del gruppo inglese, che suona un'indie-folk di buonissima fattura, con belle accelerazioni orchestrali...suonano un poco canadesi a mio modo di vedere. "New Ceremony", "No Rest" e "Lion's Den" le migliori.

We Barbarians - Purtroppo non mantiene le belle promesse del primo EP, infatti le migliori tracce sono ancora quelle riprese dal primo lavoro...è un po' vecchio ormai, ma non riuscivo a trovarlo...
James Levy & The Blood Red Rose - Leggero dischetto pop che si fa notare per l'immediatezza melodica...niente di che, più che altro non sapevo proprio cosa ascoltare...

domenica 22 aprile 2012

My Best Fiend - In Ghostlike Fading

anno: 2012

genere: Indie-Rock

link: http://mybestfiend.com/HOME.html

commento:

Finalmente!!! Siii, con un profondo sospiro di sollievo, posso dire di aver infine trovato un disco che mi piace riascoltare più e più volte...non mi succedeva da parecchio tempo, e devo confessare che la cosa mi da un certo conforto...
I My Best Fiend, quintetto di Brooklyn, esordiscono con questo ottimo lavoro: nove tracce nelle quali mixano un folk alternativo, ad un rock psichedelico di eccellente fattura. Dolci ballate dilatate e alcune accelerazioni che ti fanno chiudere gli occhi per tanto che sono affascinanti ed estranianti. Questi nuovi nostri amici hanno la peculiarità di attirare la nostra attenzione musicale non sicuramente puntando su soluzioni innovative; anzi bisogna dire apertamente che le canzoni hanno uno stile abbastanza monocorde e qualcuno li accusa di una certa monotonia stilistica. Ma siamo sempre lì: chi dice che per essere notati ci sia bisogno di stupire per forza con chissà quali soluzioni innovative?? Se qualcosa ti riesce bene perchè azzardare? A mio parere conviene restare dentro le proprie competenze, anche soprattutto perchè questo è il primo lavoro, quello con cui si rompe il ghiaccio, ed è bene per prima cosa cercare di lasciare un buon ricordo di sè. E non si può non ammettere che i My Best Fiend ci siano riusciti benissimo!! Io direi di lasciare queste considerazioni ai lavori futuri: col tempo vedremo...
Un'altra caratteristica da sottolineare è la voce indie-fessa del cantante Fred Coldwell: qui o piace o non piace, non ci sono vie di mezzo. Personalmente quel tono sgraziato mi piace, e mi sembra che si annodi e si confonda in modo perfetto con la gentilezza che invece contraddistingue tutte le melodie del disco: è una vera e propria firma, un segno distintivo dello stile del gruppo. Credetemi non se ne può fare a meno!!!
Il disco è da inserire nel lettore e da ascoltare tutto d'un fiato: lasciate andare e godetene con pazienza perchè il punto più alto lo si raggiunge con la doppietta finale ("I'm Not Going Anywhere"e "On The Shores Of The Infinite"). In conclusione questo è per me il disco migliore che ho ascoltato quest'anno!!! Quindi premete play, chiudete gli occhi e lasciatevi andare... perchè, come scriveva qualcuno,"...il naufragar m'è dolce in questo mare".


Voto al disco: 7,5

Giudizo & Tracklist

++  01. Higher Palms
++  02. Jesus Christ
++  03. ODVIP
++  04. One Velvet Day
+    05. In Ghostlike Fading
++  06. Cracking Eggs
+    07. Cool Doves
++  08. I'm Not Going Anywhere
++  09. On The Shores of The Infinite

domenica 11 marzo 2012

Gennaio - Febbraio 2012 - Tutti i dischi che ho ascoltato...

Titoli e giudizo
  • My Sad Captains - Fight Less, Win More (2012)       --- 6,5
  • Sleeping At Last - Yearbook (2012)                            --- 6,5
  • First Aid Kit - The Lion's Roar (2012)                          --- 6,5
  • Georgia Fair - All Trough Winter (2011)                      --- 6,5
  • Islands - A Sleep & A Forgetting                                  --- 6,5
  • Shearwater - Animal Joy (2012)                                   --- 6
  • Tapes 'n Tapes - Outside (2012)                                 ---  5,5
  • Smith & Burrows - Funny Looking Angels ( 2011)     --- 5
My Sad Captains - Gradevolissimo dischetto di folk-pop del gruppo londinese ...non li conoscevo, leggerini ma con alcune trovate veramente piacevoli: su tutte "Orienteers", "Heavy Lifting", "Round and Back Again" con il bel finale in crescendo e la conclusiva "Duck and Cover".

Sleeping At Last - Finalmente l'ho finito!!! Era un anno che collezionavo EP...il progetto era alquanto ambizioso, e devo dire che presi singolarmente i vari "mesi" mi erano piaciuti, ma ascoltati tutti in sequenza diventano, alla lunga, un pochino ripetitivi...comunque non male, anche solo per l'impegno.

First Aid Kit - Le due ragazze di Stoccolma hanno fatto il botto mediatico...ma fatemelo dire, questo è un buon disco, soprattutto ben cantato, ma oltre a questo non c'è molto altro. In ogni caso un'ottima interpretazione, da ascoltare dall'inizio alla fine.

Georgia Fair - Loro sono di Sydney, ma il loro folk suona molto west coast. Interessanti soluzioni, soprattutto nella prima parte alcuni passaggi sono dolcissimi: "Times Fly", "Blind", "Float Away", "Time" per farvi un'idea. Vale la pena ascoltarli.

Islands - Nick Thorburn è uno di quegli artisti che hanno tutta la mia stima...ma questo lavoro (come anche il precedente Vapours) incentrato su immediatezza e semplicità mi lascia ancora una volta con l'amaro in bocca...non fraintendetemi, nell'insieme è un buonissimo disco, ma a me personalmente manca da morire il barocchissimo stile dei primi due lavori; soprattutto di quel capolavoro che è per me Arm's Way.

Shearwater - Gli Shearwater ci riprovano...ma nemmeno questa volta riescono a convincermi: sembrano sempre li li sul punto di fare quel passo in avanti, ma niente da fare!! Secondo me restano dei grandi incompiuti...e si che le potenzialità sembra ci siano tutte...ma siamo già al quarto lavoro...mah...

Tapes 'n Tapes - Dei Tapes 'n Tapes che mi ricordo di The Loon non resta praticamente nulla...un'insipida raccolta di canzoncine senza niente di interessante.

Smith & Burrows - Mi sono fatto affascinare dal nome di Tom Smith...lasciate stare.

domenica 15 gennaio 2012

Dicembre 2011 - Tutti i dischi che ho ascoltato questo mese...

Titoli e Giudizio
  • Radfical Face - The Family Tree, The Roots (2011)    --- 7
  • ...A Toys Orchestra - Midnight (R)evolution (2011)       --- 6
  • Kasabian - Velociraptor! (2011)                                   --- 6,5
  • Of Monster and Men - My Head Is An Animal (2011)   --- 6,5
  • The Horrible Crowes - Elsie (2011)                              --- 6,5
  • The Walkabouts - Travels In The Dustland (2011)        --- 6,5
  • MGMT - LateNightTales (2011)                                    --- 6
...A Toys Orchestra - Questo è il primo disco degli ...A Toys Orchestra che mi lascia insoddisfatto...non è un brutto disco, ma è piatto, senza acuti, e soprattutto (...cosa molto strana per loro) senza melodie da ricordare.

Kasabian - Niente di rimarchevole, anche se in verità le musiche sono molto varie e si passa con facilità dal lento al veloce...bella come sempre la voce di Meighan.

Of Monster and Men - Indiefolk band dall'islanda molto interessante...questo è il loro album di debutto. Il buon livello delle canzoni si mantiene costante per tutta la durata del disco e indovinata è l'alternanza tra la voce maschile e quella femminile. Ottima pure la varietà dei ritmi. Per gli amanti del folk da ascoltare!!!

The Horrible Crowes - Album solista di Brian Fallon dei The Gaslight Anthem coadiuvato da Ian Perkins. Lavoro dove si trova un po' di tutto: dal reggae, al folk-rock e anche a qualcosa di più dark.

The Walkabouts - Ritorno ad un sound più classico, più roots, più america dopo il bellissimo e rabbioso Acetylene...ottimo lavoro, anche se io preferisco di gran lunga il precedente.

MGMT - Compilation di classici curata e remixata dal duo newyorkese...

lunedì 26 dicembre 2011

Radical Face - The Family Tree: The Roots

anno: 2011

genere: IndieFolk

link: http://www.radicalface.com/

commento:

Ben Cooper è tornato dopo quattro anni con il suo progetto solista Radical Face, progetto parallelo agli Electric President condiviso con Alex Kane. Di lui vi avevo già parlato nel (...ormai...) lontano 2007 quando era uscito "Ghost", lavoro d'esordio del nostro Radical Face, ed oggi sono ben contento di riproporvi un lavoro di questo ispiratissimo artista; sono felice soprattutto perchè con i tempi che corrono, ogni tanto qualcuno dimostra di non aver perso il suo estro creativo. Questo "The Roots" dovrebbe essere il primo lavoro di una trilogia intitolata "The Family Tree" che, come il titolo suggerisce, è incentrata sul tema della famiglia, della vita e dei rapporti con il passato. Sembra un classico della letteratura americana!!! In tutto il lavoro si percepisce quel senso di produzione casalinga, che dona ancora più genuinità ai sentimenti e ai temi proposti da Ben.  Produzione casalinga che però non è sinonimo di arrangiamenti difettosi o semplicità di produzione ...anzi tutt'altro: gli strumenti coinvolti sono vari, e tra i fingerpicking di chitarra e i semplici accordi di pianoforte si inseriscono crescendo orchestrali di archi, cori e fiati, sempre ben misurati e mai opprimenti, e non mancano alcune indovinatissime incursioni elettroniche (...reminiscenze del primo lavoro degli Electric President...). Un altro fattore che contraddistingue il lavoro, e che pure questo era un punto fermo sia del primo (...e migliore) lavoro degli Electric President che del precedente "Ghost", è il continuo cambio di ritmi: da leggeri e sfuggenti, a volte anche assenti, si passa in men che non si dica ad accelerazioni marcate ed incalzanti...in alcuni casi veramente entusiasmanti!!! E tutta questa tecnica sarebbe ben poca cosa se non fosse imbastita e resa coesa da delle melodie deliziose, coinvolgenti e sempre personalissime. Anche se sono ormai in ritardo, vi propongo questo disco come mio personale regalo di Natale; inoltre devo ammettere che l'atmosfera intima che si crea ascoltandolo è ideale per questo periodo dell'anno: perfetto da donare a chi si tiene, o anche a se stessi, sarà apprezzato sicuramente!!!...e poco importa se Natale è passato...ogni momento è giusto per regalare emozioni!!! Auguri a tutti!!!

Voto al disco: 7

Giudizio &Tracklist
(++) 1. Names
 ++   2. A Pound Of Flesh
 ++   3. Family Portrait
 +     4. Black Eyes
 ++   5. Severus and Stone
 +     6. The Moon Is Down
 ++   7. Ghost Towns
 +     8. Kin
 ++   9. The Dead Waltz
 ++   10. Always Gold
 ++   11. Mountains

martedì 4 ottobre 2011

Clap Your Hands Say Yeah - Hysterical

CYHSYanno: 2011

genere: IndieRock

link: http://clapyourhandssayyeah.com/

commento:

Tornano dopo quattro anni i CYHSY, dopo lo stupefacente omonimo debutto che li aveva portati alla ribalta del pubblico indie di tutto il mondo, e dopo il seguito "Some Loud Thunder" che però non aveva avuto affatto la fortuna del predecessore...personalmente il secondo lavoro era stato un'assoluta delusione. Quindi potete bene immaginare lo stato d'animo e la diffidenza che mi accompagnava mentre andavo ad ascoltare per la prima volta questo "Hysterical"...ero praticamente già sfiduciato prima ancora di cominciare...ed invece, fin dalla prima traccia, mi sono dovuto ricredere. Situazione che poi si è andata assodanto con la continuazione del disco e soprattutto con i vari ripetuti ascolti. Resta di fatto che l'exploit di originalità e di unicità che il primo disco ci aveva fatto conoscere i CYHSY non è nemmeno sfiorato...quella era tutta un'altra cosa, ma qualcosa di buono c'è pure in questo. Certo l'approccio musicale di oggi è completamente diverso da quello di un tempo, forse la si può anche vedere come un'evoluzione di quella musica sghemba, basata su quel modo ancor più sbilenco di cantare di Alec Ounsworth. Si, perchè richiami, seppur vaghi, a quella proposta qui si possono sentire; la differenza principale è l'offerta di una melodia molto più corposa, carica di synth e di riverberi di chitarre. Questo tende a dare a tutto il lavoro un senso di solidità che non  delude l'ascoltatore. Inoltre bisogna dare atto ai CYHSY di saper creare delle ottime atmosfere melodiche, sia quando si impegnano in territori più romantici o malinconici ("Adam's Plane" è un perfetto ending che parte lento e si conclude in "isteria", ma forse un poco troppo lunga; "Siesta (For Snake)" è bellissima, la mia preferita; "Misspent Youth" è un'eterea ballata che rimane sospesa a mezz'aria), che in quelli più tirati e trascinanti ("Same Mistake" e "Hysterical" che si fanno piacere fin dal primo ascolto per la grinta che infondono; "Into Your Alien Arms" che suona un po' ovattata ma che alla fine contiene un assolo distorto concentrato di riverberi...veramente squisito). I giudizi per il web sono altalenanti e in generale sicuramente non troppo entusiastici, ma personalmente, dopo più ascolti mi sono convinto che questo sia proprio un buon disco di pop-rock, concreto e consistente che si fa ascoltare con piacere e che, se devo dirla tutta, contiene qualche ideuccia proprio niente male.

Voto al disco: 7


Tracklist
1. Same Mistake  ++
2. Hysterical ++
3. Misspent Youth ++
4. Maniac +
5. Into Your Alien Arms ++
6. In A Motel +
7. Yesterday, Never +
8. Idiot +
9. Siesta (For Snake) ++
10. Ketamine and Ecstasy +
11. The Witness' Dull Surprise +
12. Adam's Place ++

lunedì 26 settembre 2011

Settembre 2011 - Tutti i dischi che ho ascoltato questo mese...

Titoli & Giudizio
  • Clap Your hands Say Yeah - Hysterical (2011)                              --- 7
  • Girls - Father, Son, and Holy Ghost (2011)                                    --- 6,5
  • We Are Augustines - Rise Ye Sunken Ships (2011)                       --- 6,5
  • Hhymn - In The Depths (2011)                                                      --- 6,5
  • Timber Timbre - Creep On, Creepin' On (2011)                              --- 6,5
  • Danger Mouse & Sparklehorse - Dark Night Of The Soul (2009)      --- 6
  • The Indelicates - David koresh Superstar (2011)                            --- 6
  • Bodies Of Water - Twist Again (2011)                                          --- 6
  • The Elected - Bury Me In My Rings (2011)                                   --- 6
  • Bill Callahan - Apocalypse (2011)                                                 --- 6
The Indelicates - un insieme di buone canzoni...ma stavolta i coniugi "indelicates" non mi hanno particolarmente impressionato.
Timber Timbre - Canadesi, al secondo lavoro, ci offrono un delicato disco blues con atmosfere sinistre, quasi da film horror...lavoro molto originale con ottime melodie.
Bodies Of Water - Di bravura ce n'è...e si sente; ma non mi ha colpito più di tanto. Dolcissima l'ultima "You Know Me so well".

The Elected - Pop sdolcinato allo stato puro...ma che in fondo può anche piacere, nella sua "banalità"...c'è sicuramente anche di peggio in circolazione. Se volete un assaggio vi propongo la n° 6, "This Will Be Worth It"...ma forse 12 canzoni d'infilata di questo tipo sono un po' troppo...

Danger Mouse & Sparklehorse - progetto ambizioso del 2009 che mi ero perso...i nomi in ballo sono di tutto rispetto, dai produttori (Danger Mouse e Linkous), alle voci che hanno collaborato, a David Lynch che ha prodotto i contenuti multimediali e le foto. Purtroppo, alla fine, la musica non asseconda in pieno le aspettative create dai grandi nomi.

Hhymn - E' il debutto per la band folk-pop di Nottingham...ed è un buon debutto, al quale però a mio avviso mancano gli acuti. Temi e melodie malinconiche vengono trattati in modo molto personale, e di questo bisogna dar loro atto...anche se per i miei gusti personali manca ancora qualcosa...vedremo in futuro

We Are Augustine - Lavoro molto caratteristico e particolare di folk alternativo del duo di Brooklyn formato da Billy McCarthy e Eric Sanderson. E' un disco molto personale, biografico che trova ispirazione dai vari sconvolgimenti della difficile vita di Billy. E la melodia segue appieno questa sensazione di inquietudine. Forse si meritava anche qualcosina in più...ve lo consiglio, provate "Chapel Song" e "Juarez", ma tutta la prima metà del disco merita un ascolto attento.

Bill Callahan - Tutto perfetto, tutto molto bello...songwriting di classe...perfetto per chi cerca un disco cantautorato americano di un certo spessore.

Girls - A me è piaciuto molto più questo del precedente...uno stile misto, che si alimenta prendendo un po' qua e un po' la, ma che sa toccare le corde giuste della melodia raccontando storie di pene d'amore e di solitudini inconsolabili: non a caso la mia preferita è "Vomit"...è una perla che non si può perdere....ascoltatela!!!